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PORCIA: per la sua configurazione geomorfologia, ricca di risorgive, corsi d'acqua, vegetazione e fauna e con un clima salubre è stata certamente luogo di insediamenti preistorici, confermati poi da ritrovamenti di reperti archeologici nelle zone del Castellet, S. Ruffina e S. Cristofore, che fanno ascrivere la presenza di insediamenti primitivi già nell'eta del bronzo. Anche la civitlà dei castellieri è presente nella zona di S.Vigilio (Palse). 
I primi documenti su Porcia conservati o salvati da distruzione sono del secolo XI –XII secolo. Da questo periodo la storia di Porcia si identifica con quella dei feudatari della casata comitale omonima, ancora esistente, derivata dalla suddivisione nel 1214 di quelli Prata, i Porcia-Brugnera. Famiglia fra le più cospicue che occupava col titolo di Conti liberi il primo posto tra i feudatari al parlamento Friulano. I Porcia erano investiti della giurisdizione civile e criminale sopra una ventina di ville attornianti il castello. Il territorio di Porcia seguì le alterne vicende delle lotte dei feudatari Friulani fedeli o contrari al patriarcato di Aquileia. Nel 1418 i Conti di Porcia fecero spontaneo atto di sottomissione alla Repubblica di Venezia che riconobbe loro tutte le prerogative giurisdizionali che detenevano sotto il Patriarcato di Aquileia, divenendo in questo modo un capoosaldo in territorio friulano della politica veneziana. Garantirono così un periodo di pace esterna, rotta solamente dalle devastazioni ad opra dei turchi nel XV secolo, famosa soprattutto quella del 1499 che non danneggiò però l'abitato di Porcia, difeso da solide mura. Dopo la caduta di Venezia si trovò coinvolta nelle guerre Napoleoniche e con il trattato di Campoformido nel 1797 passò sotto il dominio Austriaco, come municipalità. Si congiunse all'Italia nel 1866. Sa allora il processo storico di Porcia ha attraversato tutte quelle fasi comuni alla storia del Friuli e dell'Italia. CARLO V A PORCIA : Carlo V, Imperatore del Sacro Romano Impero, arrivò a Porcia nell'ottobre 1532 (nel giorno di San Simone), di ritorno da una fortunata campagna contro i turchi che premevano al confine orientale dell'Impero. Prima di rientrare in Spagna attraversò il Friuli e si fermò a Porcia. Le cronache e i diari del tempo narrano del passaggio di questo personaggio in Friuli e a Porcia. CHI E' CARLO V ?: Carlo V d'Asburgo nasce nella città fiamminga di Gand, nelle Fiandre, il 24 febbraio 1500, da Filippo d'Asburgo il Bello, arciduca d'Austria e signore dei Paesi Bassi, e da Giovanna di Castiglia la Pazza. Il giovane Carlo, dovette imparare ben presto il “mestiere” di re, dato che alla morte del padre nel 1506 già si profilava nel suo futuro il destino di imperatore. Egli ereditò infatti sia la Castiglia e le terre del Nuovo Mondo, sia il dominio sui Paesi Bassi. Vista la giovane età, la reggenza temporanea fu affidata alla zia Margherita d'Austria, la quale ebbe un'enorme influenza sul ragazzo e si prese cura della sua educazione, circondandolo di un'atmosfera meditativa e intrisa di un forte cattolicesimo, con larga presenza di maestri spirituali e dotti umanisti. Il 28 giugno 1519 viene eletto Sacro Romano Imperatore. Il suo vasto impero, definito il “Regno sul quale non tramonta mai il sole” , comprendeva Spagna, Italia, Austria, Polonia, Germania e le Americhe da poco scoperte; territori eterogenei sotto molti aspetti e soprattutto sotto quello linguistico tanto da riuscire ad esprimersi nelle varie lingue del suo regno. Si racconta che un giorno dicesse: “Io parlo in italiano con gli ambasciatori, in francese con le donne, in tedesco con i soldati, in inglese con i cavalli, in spagnolo con Dio.” Fu certamente un personaggio di notevole spessore culturale che portò all'apice la potenza degli Asburgo, riuscendo, nonostante i numerosi conflitti, a unificare numerosi territori e a costruire un impero facendo leva sull'unità di dinastie e della fede. Dotato di grande diplomazia, scrive Marino Cavalli ambasciatore alla corte di Carlo V, era un eccellente cavaliere, abile nell'uso delle armi e nel condurre gli eserciti. Non era un sanguinario né un vendicativo, non distruggeva i suoi nemici, ma li debilitava, non puniva mai i suoi servitori. Era molto religioso e rispettoso dei precetti. Non amava vestiti sfarzosi, usava abiti di saio e canapa, andava a caccia, era un gran conoscitore di musica e studioso di scienze, matematica e geografia. Eccedeva senza controllo nel bere e nel mangiare, soprattutto in cibi speziati e vini pregiati. Nel 1555 abdicò in favore del figlio Filippo II. Stanco e debilitato dalla gotta e tormentato dall'epilessia, si ritirò in Spagna nel 1556, stabilendosi nel convento di Yuste nell'Estremadura, per condurre una vita più tranquilla, dedicandosi ad una disciplina ferrea, trascorrendo ore nel canto e nella preghiera. Morì il 21 settembre 1558 a Yuste in Spagna. |